EstateLiberi 2015 a Cirò – Parte 4: Pietracappa

E!STATE LIBERI – CAMPO DI CIRO’
Quarta puntata – mercoledì 23 luglio – Pietra Cappa: il sentiero della Memoria.
Si è svolta mercoledì 22 luglio tra i boschi di San Luca la XII edizione dei “Sentieri della memoria”, un percorso di memoria e impegno organizzato ogni anno nell’anniversario del rapimento di Lollò Cartisano.
Decine di ragazzi provenienti da tutta Italia hanno camminato a fianco dei familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie: erano presenti tra gli altri Stefania Grasso, Mario Congiusta, Liliana Carbone, Daniela Marcone, Dario Montana, Rosa Quattrone, Matteo Luzza, Marianna Bozzo, Deborah Cartisano, figlia di Lollò.
È stata proprio lei a ricordare ai presenti che questo percorso nel cuore dell’Aspromonte “è una partenza, non un arrivo. Una partenza che ricordi a tutti, domani, sui territori, da che parte stare”.
Il percorso sterrato e a tratti impervio comincia sui monti sopra San Luca, per arrivare dopo diversi chilometri a Pietra Cappa, nel luogo dove furono ritrovati i resti di Lollò Cartisano: in cammino, lungo una Via Crucis laica scandita dalle testimonianze dei familiari delle vittime, uniti nel ricordare a tutti che la memoria “è meno faticosa se camminiamo assieme”.
In uno spiazzo, sopra un tavolaccio di legno, è stata celebrata una messa, presieduta dal vescovo della diocesi di Locri-Gerace, Mons. Oliva, e da una decina di sacerdoti. “Tra queste montagne la verità passeggia” ha ricordato Don Ciotti durante l’omelia, ricordando le donne, grandi protagoniste della Bibbia, e rinnovando l’invito “ad una politica liberata dalle cricche e votata al Bene Comune”.
Nel frattempo, un gruppo di escursionisti ha scalato Pietra Cappa, il monolite più grande d’Europa, portandoci la bandiera di Libera e un orologio fermo, appartenuto a Gianluca Congiusta, vittima di ‘ndrangheta, “a simboleggiare un tempo che per i familiari si è arrestato il giorno della morte dei loro cari, rappresentando uno spartiacque tra un prima e un dopo”.
I fitti boschi di lecci che circondano Pietra Cappa, le querce secolari, i corsi d’acqua rinsecchiti, le capre e le mucche al pascolo, rendono l’atmosfera sospesa fuori dal tempo. E quella pietra, nata secondo la leggenda da un capriccio di San Pietro, osserva il silenzio sulla lapide di Lollò Cartisano, che da ieri accoglie anche le ceneri di Roberto Morrione. Il fotografo e il giornalista, a ricordare a tutti i pellegrini che si recheranno lassù il sospiro di tutte le vittime delle mafie.
Lollò e Roberto. Il fotografo e il giornalista. Sono IInsieme, all’ombra di Pietra Cappa, nel cuore dell’Aspromonte più cupo e impervio. Le ceneri di Roberto Morrione, giornalista, fondatore di Rai News 24 e indimenticato direttore di Libera Informazione, sono state sparse lì, nel luogo in cui è stato ritrovato il corpo del fotografo Cartisano, vittima della ‘ndrangheta della stagione dei sequestri di persona. Il fotografo che amava queste montagne e il giornalista con il coraggio “di non prestarsi a certi giochi e certi interessi”, come ha ricordato don Luigi Ciotti.

Narcomafie 27 luglio 2015

ALCUNE RIFLESSIONI DEL NOSTRO GRUPPO
Il camminare a Pietra Cappa deve essere il nostro cammino a fianco dei familiari. E’ una strada in salita, irta di ostacoli come i tanti sassi del sentiero: non bisogna arretrare, bisogna difendere la loro dignità”.
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Dopo cinque ore stancanti di macchina abbiamo raggiunto Pietra Cappa (sull’Aspromonte). Insieme a Don Ciotti e il Vescovo di Locri, abbiamo sentito le testimonianze dei familiari delle vittime di mafia che ci hanno fatto riflettere sulla collusione dello Stato con le mafie e ci hanno fatto capire che per cambiare le cose bisogna cambiare se stessi”.
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Per me Pietra Cappa ha voluto dire ‘camminare insieme’ ascoltando il rosario dei racconti dei parenti delle vittime: tristi, amari, sereni e determinati.
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E’ stata la giornata più impegnativa ma che mi ha dato tanto. Il percorso non è stato semplice ma il calore delle persone che insieme a me appartengono al gruppo di Cirò e la sicurezza che Don Ciotti mi ha dato con le sue parole mi hanno fatto ricordare perché un anno fa ho deciso di aderire a Libera: SE TUTTI CI CREDONO INSIEME SI POSSONO FARE TANTE COSE, NON BISOGNA MAI MOLLARE.
Don Ciotti mi ha stupito! Lui per me è una forza della natura, non lo si può fermare.

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